IL
PAESE.
Le
origini di Bottidda sono scritte in un documento che si trova nel libro di Don
Ena intitolato “Adiu Bono, Bottidda…e Bolìa”. Don Ena scrive che
Bottidda fu fondata dai Greci e inizialmente si chiamava Gocille. Poi il paese
fu invaso da altri popoli che cambiarono questo nome sia nella pronuncia che
nella scrittura. Così la C diventa T= Gotille.
La G diventa B = Botille.
Ille diventa Idda = Bottidda o Bottida.
Adagiato
in pianura, a un’altezza di 396 m. s.l.m. sotto il colle “Monte de sa Corona”,
Bottidda ha un magnifico panorama, grazie alla presenza a Ovest dell’
imponente pietra in granito nella quale nasce il castello del Goceano.
Le
antiche testimonianze non sono molte: la chiesa di Santa Maria degli Angeli
(1606-1622), nota come chiesa di Sant’Antonio, la chiesa parrocchiale di
Nostra Signora del Rosario(1860), e i pochi esempi di case antiche. Sono
molte, e ben curate, le piazze dipinte dai murales fatti da Tony Amos e altri
famosi artisti sassaresi.
La popolazione conta circa 800
persone.
STRADE E PRINCIPALI VIE DI
COMUNICAZIONE.
Anticamente
il paese, per la particolare posizione che occupa, era molto lontano dalle vie
di comunicazione più importanti ed era dunque molto isolato.
Oggi,
Bottidda è collegato con altri paesi da una serie di pullman che passano
nella strada statale 128 bis, (stretta e tortuosa), che va dal Tirso fino a
Ozieri.
A
Bottidda ci sono strade e stradine tutte asfaltate. La via più grande e
importante è il Corso Regina Elena. Su questa via si fermano i pullman,
passeggiano i giovani e sono presenti gran parte delle attività commerciali.
All’interno
del paese ci sono numerose piazze abbellite da murales. Nella piazza di Santa
Croce, anticamente c’era una chiesa.
ARCHEOLOGIA.
A Bottidda ci sono testimonianze
storico-archeologiche molto attraenti e arrivano molte persone da altri centri
per vederle. Ci sono i nuraghi che testimoniano la presenza dell’uomo in
tempi antichi. I più importanti sono quello di Orculana,
quello di Sa Corona, di Mastru Porcu, di Orrios,
di Sa Pietade,di Ortivai e di
Su Pasciarzu. Molto interessanti
sono le tombe dei giganti di Sa Corona
e di Su Pasciarzu, rinvenute vicino
agli omonimi nuraghi.
CONVENTO
FRANCESCANO DI MONTE RASU.
A
Monte Rasu, nel territorio di Bottidda, esiste una bella chiesa e un vecchio
convento francescano ristrutturato.
Fu uno dei primi che i
Francescani edificarono nella nostra isola; fondato nel 1220 . La tradizione
ritiene che il Beato padre Parenti abbia finito i suoi giorni nel Convento di
Monte Rasu.
I
frati minori vi dimorarono dalla fondazione, 1220-1237, fino al 1860. Il
convento e la chiesetta dedicata a S.Maria degli Angeli furono restaurate,
secoli addietro, nel 1927 dal Cav. Pellegrino Giannasi divenutone
proprietario.
Homepage